Assemblea Ance Bari e Bat: intervento del Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli

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Assemblea Ance Bari e Bat: intervento del Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli

Signor Presidente, Amiche e Amici dell’ANCE,   ringrazio per l’invito a partecipare questa vostra assemblea. Ho apprezzato molto la relazione del Presidente De Bartolomeo, in particolare per quel che riguarda il metodo proposto: sono d’accordo con il Presidente quando afferma che “la concertazione è la parola chiave della nostra azione”, perché questa è l’unica strada praticabile in un momento generale così difficile per l’economia del nostro territorio: solo attraverso la condivisione dei problemi e la ricerca di risposte frutto di dialogo con le Istituzioni, è possibile prospettare e percorrere soluzioni che abbiano una base solida e rispondano all’esigenza di costruire un futuro positivo per la nostra comunità. Le Province sono protagoniste dello sviluppo edilizio del territorio . Basta analizzare i seguenti dati: tali enti gestiscono 125 mila chilometri di strade (l’84% del totale della rete stradale nazionale); hanno la manutenzione di oltre 5000 edifici scolastici tra istituti tecnici e medie inferiori, per un totale di quasi 120 mila classi e oltre 2 milioni 500 mila allievi e gestiscono circa 2.660 palestre scolastiche. Le Province si occupano di pianificazione territoriale, predisponendo ed adottando il piano territoriale di coordinamento, che determina le diverse destinazioni dei territori in relazione alla vocazione prevalente, la localizzazione delle maggiori infrastrutture e linee di comunicazione, le linee di intervento per la sistemazione idrica, le aree nelle quali istituire parchi e riserve. Ho voluto sottolineare il ruolo delle Province perché lo sviluppo non si crea abolendo questi enti, ma tagliando gli oltre 7.000 enti strumentali (consorzi, aziende, società), che occupano circa 24.000 persone nei consigli di amministrazione e che impropriamente esercitano funzioni tipiche di Province e Comuni per un costo totale di 2,5 miliardi, 22 volte il costo dei 4.000 amministratori provinciali. Ringrazio il Presidente per i due richiami che ha voluto rivolgere all’Amministrazione Provinciale da me presieduta. Riguardano due fatti importanti: l’accordo siglato dalla Provincia di Bari con le Banche per consentire anticipazioni alle imprese sui crediti certi vantati nei confronti della Provincia grazie anche all’impegno e alla proficua collaborazione con l’Ance di Bari; l’orientamento che abbiamo preso di approfondire le modalità per giungere ad una semplificazione delle norme, al fine di accelerare l’iter delle pratiche edilizie. Le misure adottate – ed altre che siamo disposti a prendere in considerazione e per le quali ci adopereremo – dall’Amministrazione che ho l’onore e l’onere di governare, rispondono alla mia personale convinzione che il settore dell’edilizia sia il volano per tentare di risolvere il problema della crisi occupazionale che investe in maniera così significativa il nostro territorio regionale. Dico questo tenendo ben presenti i dati diffusi nelle scorse settimane dai sindacati pugliesi, che in sintesi hanno descritto la seguente situazione: nel periodo 2008-2010, gli addetti del settore edilizio si sono ridotti in Puglia di circa 5000 unità e 400 imprese hanno cessato l’attività lavorativa; la massa salariale denunciata si è ridimensionata di circa 36 milioni di euro rispetto a 30 milioni di ore lavorative dichiarate; la cassa integrazione ordinaria e straordinaria è passata da un valore di 867.322 ore nel 2009 a 1.787.465 ore nel 2010. Secondo le stime del sindacato, gli investimenti in costruzioni si ridurranno del 10,9% nel 2011, dopo un ulteriore calo del 3,2% del 2010. Una flessione che coinvolge tutti i comparti di attività: una diminuzione del 12% per le costruzioni non residenziali private ed un –8,1% per le opere pubbliche. Il numero delle unità abitative iniziate nel biennio 2008-2010 si è ridotto del 70% rispetto all’anno precedente. Questi dati, drammatici – che riguardano un settore, è bene ricordarlo, che rappresenta oltre il 10% del Pil regionale – impongono a tutti di operare affrontando una situazione di emergenza, che non può essere sottaciuta, ma va risolta, soprattutto da parte delle Istituzioni. L’intuizione del Governo, un anno e mezzo or sono, ormai, di varare un piano-casa nazionale – a mio avviso – si situava nel solco di questa necessità. Purtroppo, si deve prendere atto che numerosi ostacoli sono stati frapposti al varo rapido e attuativo di quest’idea, che se fosse stata attuata in tempi congrui, avrebbe posto le condizioni di una ripresa adeguata dell’intero settore e quindi del rilancio reale dell’economia italiana. A questo dato, dobbiamo aggiungere quello che riguarda – e vale per l’intero Mezzogiorno ed in particolare per la Puglia - il mancato utilizzo di gran parte delle risorse europee per il quinquennio 2007-2013: per la nostra Regione, si tratta di 90 miliardi di euro, dei quali 35 miliardi (10 di competenza nazionale e 25 di competenza regionale) per le costruzioni. P ur essendoci una disponibilità di risorse, queste – in modo irresponsabile - non vengono impegnate e spese nei tempi dovuti, favorendo, nei fatti, arretratezza e sottosviluppo. Noi abbiamo il dovere, cari amici, di cambiare quello che sembra essere un ordine naturale delle cose. La politica non può non prendere atto che occorrono scelte responsabili per governare situazioni di grande malessere delle popolazioni meridionali. Anche il comparto dell’edilizia e delle costruzioni, oggi in grave sofferenza, sconta una mancanza di senso di responsabilità diffusa. Dobbiamo recuperarla, almeno provarci, in tempi compatibili con la necessità della nostra popolazione, che attende lavoro e del mondo imprenditoriale. E’ questo l’augurio che formulo a tutti voi e, se mi consentite, a tutti noi. Grazie.







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