"Contrastare le povertà": intervento dell'Assessore all'Ambiente, Giovanni Barchetti

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"Contrastare le povertà": intervento dell'Assessore all'Ambiente, Giovanni Barchetti

Il titolo del Seminario è "contrastare la povertà". Purtroppo è un titolo estremamente attuale, dato che ormai ci si è immessi in un circolo vizioso che si auto avvita e che si amplia di giorno in giorno, come evidenzia il numero dei padri di famiglia che perdono il lavoro e dei giovani che non l'ottengono, numero che cresce costantemente.  A mio avviso le misure adottate dal legislatore negli ultimi tempi sono assolutamente inidonee ad invertire tale china e, anzi, sono controproducenti.  In realtà si è operato e si vorrebbe continuare ad operare attraverso l'aumento delle tasse, l'introduzione delle più diverse patrimoniali, la redistribuzione coatta delle risorse accumulate dai cosiddetti "ricchi".  Tuttavia - anche a prescindere dall'evidente iniquità di punire, in sostanza, coloro che in definitiva hanno costruito il loro sia pur notevole patrimonio con il risparmio e il lavoro - trattasi di strumenti assolutamente inidonei a produrre una inversione di tendenza e a produrre la ricchezza di cui possa successivamente beneficiare l'intera Società. E' evidente che verrà meno qualsivoglia propensione a creare e a continuare a gestire imprese, a risparmiare, a lavorare, nel momento in cui ci si veda espropriati dei frutti dei propri sacrifici. Quindi, con questi "chiari di luna", soltanto un pazzo potrà investire in Italia.  Aggiungasi che, contrariamente al passato, la redistribuzione cinica delle ricchezze è un lusso che possono permettersi soltanto gli Stati autarchici. Infatti, l'appartenenza alla Comunità europea non solo ha comportato una riduzione dell'area di sovranità statale formale (vedasi la marcia indietro cui recentemente è stato costretto il Governo con riferimento alla ritenuta d'acconto sui bonifici provenienti dall'Estero), ma ha comportato di fatto anche una ulteriore riduzione della sovranità sostanziale. Invero, vige il principio della libera circolazione delle persone e dei capitali, ragion per cui, ove la tassazione a carico delle imprese e degli individui superi i limiti da costoro ritenuti equi e sopportabili, nulla vieta loro di stabilirsi in altro paese dell'Unione Europea, con la conseguenza che lo Stato Italiano, non solo non percepirà più le imposte originariamente successivamente aumentate, ma si vedrà costretto – ove si sia trattato di aziende delocalizzate - ad elargire ai dipendenti licenziati le indennità previste dagli ammortizzatori sociali. Certamente, colui che per motivi fiscali decida di andare a risiedere all'Estero non potrà portarsi con sé gli eventuali immobili di cui sia proprietario, ma in ogni caso le esose pretese del Fisco sugli immobili comporterà la crisi del mercato immobiliare, mercato che è stato sempre trainante per l'economia italiana, specie ove si consideri l'indotto. Concorre a generare la crisi produttiva della nostra Nazione e a soffocare sul nascere qualsiasi programma imprenditoriale, la Burocrazia. Tutti sono concordi nel ritenere che vada compressa se non eliminata, ma – al di là dei proclami – nulla è stato fatto in tal senso. La colpa non è tanto dei burocrati che sì ci mettono del loro, ma per tuziorismo, terrorizzati dai possibili interventi dei Procuratori della Repubblica e dei Procuratori della Corte dei Conti. La colpa è del Legislatore che dovrebbe avere il coraggio di riscrivere buona parte delle leggi – spesso di dubbia chiarezza - che prevedono autorizzazioni, concessioni, pareri, valutazioni – demandate agli enti ed organi più diversi, eliminando tutti i passaggi e tutte le competenze non strettamente indispensabili. Ho tuttavia i miei dubbi – e quindi sono in realtà pessimista – che si potrà procedere a questa opera di spinta semplificazione anche perché – non va dimenticato – che redigono materialmente  l'articolato normativo proprio i burocrati, i quali, se da un lato subiscono anch'essi le complicazioni burocratiche, dall'altro lato non si sentirebbero realizzati in loro mancanza. Giovanni Barchetti Assessore all'Ambiente







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