Concerto dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari al Teatro Piccinni

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Concerto dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari al Teatro Piccinni

La serata si apre con l’esecuzione di Pavane pour une Infante défunte di Maurice Ravel (1875 - 1937). Ravel compose questa elegia per pianoforte nel 1899, traendo ispirazione dalla morte della principessa di Spagna e ne affidò l’esecuzione al pianista Ricardo Viñes che la presentò in pubblico a Parigi il 5 aprile 1902. Successivamente, nel 1910, Ravel ne curò anche una trascrizione orchestrale che fu eseguita per la prima volta il 25 dicembre del 1911 alla Società dei Concerti Hasselmans sotto la direzione di Alfredo Casella. Sarà poi la volta di Le tombeau de Couperin, suite per orchestra. Ravel ricavò questa suite orchestrale dall’omonima composizione pianistica realizzata nel 1917, anno in cui venne riformato dopo aver svolto il servizio militare durante la Grande Guerra. Articolata in sei movimenti, venne dedicata ad altrettanti amici morti sul fronte. Ravel trascrisse “Le tombeau” per orchestra nel 1920. In questa versione, la composizione venne prima eseguita in concerto il 28 febbraio del 1920 a Parigi, quindi, l’8 novembre dello stesso anno, fu ripresentata con una coreografia di Jean Borlin messa in scena dal balletto svedese di Rolf de Maré. Terzo ed ultimo brano in programam di Ravel è Ma Mère l’Oye. Suite per orchestra, fu composta nel 1908 in una iniziale versione per pianoforte a quattro mani che ebbe la sua prima esecuzione a Parigi il 20 aprile del 1910. Un anno più tardi, fu quindi orchestrata per diventare una suite da balletto dedicata a Jacques Rouché e andata in scena per la prima volta il 28 gennaio 1912. Sarà, poi, la volta dell’ Adagietto per archi dalla Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Gustav Mahler (1860 - 1911). Mahler compose la Quinta sinfonia fra l'estate del 1901 e quella dell'anno successivo e la diresse per la prima volta a Colonia il 18 ottobre 1904, ma ne rimaneggiò successivamente la partitura per arrivare a una versione definitiva solo nel 1911. Questa sinfonia appartiene alla cosiddetta trilogia delle sinfonie puramente strumentali del periodo di transizione dell'autore. Eseguita spesso isolatamente, questa pagina deve buona parte della sua notorietà presso il grande pubblico al film “Morte a Venezia” del regista Luchino Visconti e a una indovinata coreografia di Maurice Bejart. La serata si conclude con l’esecuzione, in prima assoluta, Voyage XVI  per orchestra di Patrizio Esposito (1960), un brano commissionato al maestro direttamente dall’ICO della Provincia di Bari. Con il termine Voyage, il compositore intende quel particolare stato d’animo che ciascuno avverte quando è in viaggio da solo e che consente di mettere in moto i sensi e l’intelletto non sempre sotto il nostro controllo. Dedicato alla memoria di E.Varése, questo lavoro si collega alla serie dei Voyages. Siamo di fronte ad una situazione scaturita da pura immaginazione acustica. Oggi che le possibilità tecniche permettono la realizzazione di complicate operazioni un tempo impossibili, è possibile manipolare il suono e studiarne i comportamenti nell’ambiente. E’, pertanto, in un’ottica di gioco consapevole che si è costruito un itinerario acustico, una passeggiata attraverso suoni che ci meravigliano, cercando di vedere con le orecchie, creando un materiale molto differenziato al suo interno che mette in grande risalto l’orchestra nei suoi colori anche i più tenui utilizzando strumenti-oggetto.







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