Menu
stemma
 

Seguici su facebookfacebook

E' possibile la visita del bastione di Santa Scolastica e dell'area archeologica di San Pietro.
Il Museo Archeologico provinciale, durante le festività, osserverà il seguente orario di apertura:

24 dicembre: ore 10,00-17,00
25 e 26 dicembre: ore 10,00-14,00
31 dicembre: ore 10,00-14,00
1 gennaio: chiuso
6 gennaio: ore 10,00-14,00

giorno di chiusura: lunedì
 
Con cinque euro, ingresso al museo con percorso multimediale e visita guidata.
Per informazioni sui ticket: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per prenotazioni, visite guidate e attività didattiche: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

museo

Istituito dalla Deputazione Provinciale nel 1875, il Museo Archeologico nacque con un piccolo nucleo di reperti raccolti dal prof. Nitto De Rossi nell’Istituto Tecnico di Bari.

Il Museo fu aperto al pubblico nel 1890 nella sede del palazzo Ateneo dove è rimasto sino all’anno 2000, qui la Commissione di Archeologia e Storia Patria si adoperò ad accrescere il patrimonio attraverso lasciti, donazioni e acquisti. Si devono a Maximilian Mayer, direttore del Museo dal 1894 e a Michele Gervasio direttore dal 1909, i meriti della compilazione dell’inventario, di studi specialistici e della realizzazione di importanti campagne di scavo.

Nei primi anni del ‘900 il patrimonio archeologico fu incrementato da cospicui acquisti quali, citandone solo alcuni tra i più importanti, i reperti canosini della tomba Varrese, la collezione Polese comprendente oltre 2000 oggetti, il monetiere Maselli.

Nel 1957 l’Amministrazione Provinciale affidava all’Amministrazione dello Stato la gestione del Museo, dove la Soprintendenza delle Antichità della Puglia e del Materano, avrebbe dovuto raccogliere  tutti i reperti provenienti dagli scavi effettuati in provincia di Bari. Risalgono al 1957 e al 1958 le importanti campagne di scavo a Monte Sannace e a Conversano. Tra la fine degli anni ’70 e la fine degli anni ’80 il Museo si arricchisce di nuovi importanti reperti con  gli scavi a Monte Sannace, Acquaviva delle Fonti, Canosa, Rutigliano, Conversano, Turi.

La collezione archeologica, ampia e diversificata, consta delle seguenti sezioni per un totale complessivo di oltre 30.000 reperti:

 

-       materiale preistorico comprendente strumenti litici, ceramica impressa;

-       ceramica indigena geometrica dauna, peuceta e messapica;

-       ceramica apula di derivazione greca a vernice nera, sovradipinta, a figure rosse e dello stile di Gnathia;

-       ceramica greca, corinzia e attica;

-       terrecotte figurate e architettoniche;

-       sculture in pietra;

-       bronzi comprendenti vasi, armi, armature, utensili;

-       oreficerie;

-       epigrafi greche e latine;

-       monete greche, romane, bizantine, medievali e moderne;

-       gemme incise;

-       oggetti di osso e di avorio;

-       vetri e ambre.

 

 

Dal 1994 al 2000 la sede storica del Museo chiude al pubblico per lavori di adeguamento. Nel 2001 la Provincia chiude la convenzione del 1957, riassume direttamente la gestione del Museo Archeologico Provinciale e trasferisce le raccolte nel complesso di Santa Scolastica, nel cuore della città vecchia. Il concorso internazionale di progettazione bandito nel 2007, ha prodotto il progetto di restauro e di rifunzionalizzazione del complesso architettonico in chiave museale.

Oggi il Museo dispone di depositi riordinati nei quali è stata operata la ricomposizione dei nuclei originari dei reperti.

E’ disponibile un database elettronico per la consultazione delle schede inventariali comprensive di testi e immagini per ogni oggetto.

Attualmente la sedi operative del Museo sono il complesso di Santa Scolastica in via Venezia e la Biblioteca Santa Teresa dei Maschi - de Gemmis in strada Lamberti, 3.

 

Per consultare il database su appuntamento e per informazioni telefonare ai seguenti numeri: 080.5412596 E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Complesso Santa Teresa dei Maschi

Il complesso conventuale di Santa Teresa dei Maschi, costruito assieme all’attigua chiesa, fra il 1671 ed il 1690, ad opera dei Carmelitani Scalzi, è stato uno dei centri religiosi più significativi di Bari fino alla sua soppressione, avvenuta nel 1806. In epoca borbonica fu adibito a caserma militare, quindi a carcere femminile e nella prima metà del ‘900 ad assistenziario dei figli dei detenuti. Sull’ingresso principale dell’ex convento campeggia ancora l’emblema dell’Ordine carmelitano formato da tre stelle e una croce. Al di sotto si legge: “Domine susceptor meus es tu – et refugium meum – sempre in te sperabo.” Grazie ad un pregevole lavoro di restauro, finanziato con fondi dell’Unione Europea, essa si propone oggi come centro pilota dell’intera provincia barese, in grado di dare vita e continuità alle molte potenzialità che dai libri nascono e che conducono sulle strade infinite della cultura, da quelle della storia, dell’arte, della letteratura , fino alla musica, al cinema, alla fotografia. L’intero complesso è stato ripensato come “biblioteca seducente”, i cui ambienti - sale di lettura, sale di consultazione, spazi espositivi, auditorium, caffetteria - respirano e si illuminano della luce del chiostro seicentesco, dei grandi finestroni, delle terrazze sulle quali si trova il teatro all’aperto sul quale passano i colori mutevoli del mare.

In tale contesto hanno trovato definitiva sistemazione sia il patrimonio bibliotecario, consultabile anche attraverso il polo informatico in SBN “Terra di Bari”, comprensivo delle sezioni speciali Storia del Regno di Napoli, Storia del Mezzogiorno, Archivio Storico De Gemmis, Archivi del ‘900, e i settori di Scienze Umane e Sociali, Storia della Moda e del Costume., Storia delle Donne, Fototeca e Cartografia storica, che le esperienze di ricerca e di produzione culturale che hanno contraddistinto la Biblioteca negli ultimi trent’anni. Non vanno dimenticati infatti i progetti speciali realizzati fin dal 1977 con la mostra "Documenti di cultura popolare in Italia meridionale Puglia ex voto", “Puglia Emigrazione”….oltre le tante produzioni condotte in collaborazione con istituzioni culturali ed universitarie. La nuova e definitiva sede della Biblioteca, rinnovata anche nelle sue vocazioni maturate attraverso la conoscenza del territorio pugliese, riprende ad operare per offrire servizi e prospettive sempre qualificanti per la ricchezza e la conoscenza della cultura.

Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento del sito ed utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Leggi tutto...