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Provincia Bari
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Storia della biblioteca   versione testuale

 
La Biblioteca Provinciale di Bari è nata nel maggio 1960 grazie alla donazione del bibliofilo barese Gennaro De Gemmis alla Provincia di Bari delle sue raccolte librarie ed archivistiche. Il suo patrimonio, ricco di fondi di storia pugliese, è andato arricchendosi negli anni grazie ad una politica di acquisti e di donazioni che hanno contribuito a delineare un’identità propria dell’ istituzione. Collocata al suo nascere nella Corte del Catapano, all’interno della cittadella della Basilica di San Nicola, poi in altri locali del quartiere murattiano, la Biblioteca ha trovato la sede definitiva nell’ex convento di Santa Teresa dei Maschi, posto nel cuore dell’antica città medievale, fra antichi palazzi, chiese e case torri.
Il complesso conventuale di Santa Teresa dei Maschi, costruito assieme all’attigua chiesa, fra il 1671 ed il 1690, ad opera dei Carmelitani Scalzi, è stato uno dei centri religiosi più significativi di Bari fino alla sua soppressione, avvenuta nel 1806. In epoca borbonica fu adibito a caserma militare, quindi a carcere femminile e nella prima metà del ‘900 ad assistenziario dei figli dei detenuti. Sull’ingresso principale dell’ex convento campeggia ancora l’emblema dell’Ordine carmelitano formato da tre stelle e una croce. Al di sotto si legge: “Domine susceptor meus es tu – et refugium meum – sempre in te sperabo.” Grazie ad un pregevole lavoro di restauro, finanziato con fondi dell’Unione Europea, essa si propone oggi come centro pilota dell’intera provincia barese, in grado di dare vita e continuità alle molte potenzialità che dai libri nascono e che conducono sulle strade infinite della cultura, da quelle della storia, dell’arte, della letteratura , fino alla musica, al cinema, alla fotografia. L’intero complesso è stato ripensato come “biblioteca seducente”, i cui ambienti - sale di lettura, sale di consultazione, spazi espositivi, auditorium, caffetteria - respirano e si illuminano della luce del chiostro seicentesco, dei grandi finestroni, delle terrazze sulle quali si trova il teatro all’aperto sul quale passano i colori mutevoli del mare.
In tale contesto hanno trovato definitiva sistemazione sia il patrimonio bibliotecario, consultabile anche attraverso il polo informatico in SBN “Terra di Bari”, comprensivo delle sezioni speciali Storia del Regno di Napoli, Storia del Mezzogiorno, Archivio Storico De Gemmis, Archivi del ‘900, e i settori di Scienze Umane e Sociali, Storia della Moda e del Costume., Storia delle Donne, Fototeca e Cartografia storica, che le esperienze di ricerca e di produzione culturale che hanno contraddistinto la Biblioteca negli ultimi trent’anni. Non vanno dimenticati infatti i progetti speciali realizzati fin dal 1977 con la mostra "Documenti di cultura popolare in Italia meridionale Puglia ex voto", “Puglia Emigrazione”….oltre le tante produzioni condotte in collaborazione con istituzioni culturali ed universitarie. La nuova e definitiva sede della Biblioteca, rinnovata anche nelle sue vocazioni maturate attraverso la conoscenza del territorio pugliese, riprende ad operare per offrire servizi e prospettive sempre qualificanti per la ricchezza e la conoscenza della cultura.
A seguito della emanazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”,  la Biblioteca De Gemmis fa capo alla Città Metropolitana di Bari.
Gennaro de Gemmis appartenente ad un'antica e nobile famiglia terlizzese, nacque a Bari il 19 novembre 1904. Diversi membri della sua famiglia avevano ricoperto, in epoche storiche, incarichi di grande prestigio negli alti gradi dell'amministrazione borbonica; altri si erano distinti nella cultura, negli studi giuridici, economico-politici, nella gerarchia ecclesiastica. Laureato in ingegneria, si dedicò sin da giovane alla ricerca di documenti, a stampa e manoscritti, che riguardavano la storia della Puglia e del Regno di Napoli.
I contatti con collezionisti privati, con librai antiquari italiani e stranieri, con bibliofili di fama internazionale, produssero una cospicua corrispondenza, testimonianza di una dedizione che si configura subito in un progetto di salvaguardia dalla dispersione di fonti storiche. In un primo tempo ordinò le sue collezioni nella sua casa barese, in piazza Garibaldi. Gli eventi bellici lo costrinsero a trasferire tutto in una villa di campagna, detta Torre di San Giuliano, sita nei pressi di Terlizzi. Nei primi anni ’50 del 1900, Torre San Giuliano divenne per molti studiosi italiani e stranieri, attratti dall'importanza del materiale conservato, e dalla personalità del proprietario, una sorta di tappa obbligata nei viaggi in Puglia. D'altra parte, il de Gemmis si adoperò infaticabilmente nella promozione ed organizzazione di congressi, convegni ed iniziative culturali che lo videro animatore e protagonista distinto e munifico.
Il protrarsi di tale febbrile attività, i numerosi incarichi ricoperti in prestigiose istituzioni storiche, l'onerosa ed impegnativa gestione di un contenitore culturale così complesso, indussero tuttavia il barone a cedere alla Provincia di Bari il suo patrimonio bibliografico e manoscritto. Il 18 febbraio 1957 il Consiglio provinciale deliberava di accettare la donazione dell'intera raccolta che trovò sistemazione dello storico complesso architettonico annesso alla Basilica di San Nicola, detto Corte del Catapano. Il 15 maggio 1960 la Biblioteca Provinciale "Gennaro De Gemmis" fu ufficialmente inaugurata nella nuova veste di istituto di pubblica lettura, guidata dallo stesso barone che si spense il 23 marzo 1963.