Intervento del Presidente Schittulli in occasione del 150 ° anniversario della Istituzione della Provincia di Bari

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Intervento del Presidente Schittulli in occasione del 150 ° anniversario della Istituzione della Provincia di Bari

Gentili Signore e Signori, Eccellenza Reverendissima, Signor Ministro, Onorevoli Parlamentari, Signor Sindaco di Bari, Signor Assessore Regionale, Signori Sindaci della Provincia di Bari, Autorità,   ad ognuno di Voi, la mia gratitudine per aver voluto onorarci con la Vostra presenza - qualitativamente e quantitativamente così significativa - a questa giornata di celebrazione per il 150° anniversario dell’Istituzione della Provincia di Bari. Insieme a tutti Voi, ascoltato l’inno nazionale, mi inchino al tricolore che da quest’anno illumina la Torre di questo Palazzo. Un grazie particolare al Sindaco di Bari ed all’Assessore Regionale per la loro ambita presenza ed al professor GUIDO MEALE per aver cortesemente accolto l’invito a tenere la Lectio Magistralis su “La Provincia e le sue prospettive”. Un tema di grande attualità, le cui conclusioni sono affidate al Ministro RAFFAELE FITTO, cui va il nostro grazie. Desidero altresì salutare il Presidente del Corpo Consolare di Siviglia Avv. Josè Carlos Ruiz-Berdejo y Sigurtà , la cui partecipazione mi permette di poter annunciare con vivo piacere che è prossima la sottoscrizione di un accordo generale di collaborazione tra la Provincia di Bari (porta d’oriente) e la Provincia di Siviglia in Spagna (porta d’occidente), finalizzata ad un interscambio imprenditoriale e culturale che vivificherà i rapporti tra i nostri territori, con particolare attenzione ai nostri giovani. Da parte mia solo qualche breve considerazione, partendo dalla riflessione di uno dei Padri della nostra democrazia.   Disse Aldo Moro, durante un intervento ad un convegno della Democrazia Cristiana che si svolse a Lucca nel 1967: “ Questo è il tempo di una democrazia integrale, la quale ha due aspetti. Il primo è il dialogo, il contatto con gli altri, il rispetto dell’altrui libertà, dell’altrui pensiero, dell’altrui volontà. (…) È un dialogo che ci pone in collegamento con tutti, senza esclusioni, nel senso più nobile e del resto tradizionale della nostra battaglia democratica. (…) Ma il senso della democrazia integrale è anche nel fatto che c’è una società la quale vuole essere tutta liberata, liberata da ogni condizionamento. Certo essa non deve essere liberata dalla sua dignità, dal suo dovere, dal vincolo di solidarietà, che la deve stringere sempre.   Ma, al di fuori di questo, questa società democratica nella quale siamo, vuole essere liberata da tutto: dal bisogno, dall’ignoranza, dall’umiliazione ”. Io credo, ne sono convinto, che la politica nei momenti più difficili – e quello che attraversiamo è uno dei momenti più complessi e per certi versi drammatici della storia del nostro Paese – debba richiamarsi ai suoi Maestri, che oltre i loro insegnamenti, ci hanno lasciato in eredità i loro sentimenti. Nel caso di Moro, i suoi sentimenti esploravano sempre - con umanità solare, limpida, cristallina, di commovente ragionevolezza - con speranza e fiducia, il mondo che gli stava attorno. Nell’intento, laico e di grande forza interiore, che gli derivava dalla sua fede illuminata, di seminare dubbi e di indagare le intelligenze e le coscienze. E quelle parole di Moro del 1967 che vi ho letto, a distanza di oltre quarant’anni, indagano le nostre intelligenze e le nostre coscienze in maniera formidabile, oggi. Alla fase politica che attraversiamo – e quindi alla nostra democrazia - manca il dialogo, il contatto con gli altri, l’ascolto del cittadino, il rispetto della dignità della persona, il rispetto delle regole, il rispetto dell’altrui libertà, dell’altrui pensiero. Questi sono i contenuti veri, profondi, ineludibili di una politica che voglia essere alta e nobile. Una politica scevra dai compromessi e dagli infingimenti, dagli interessi personali e particolari, che guardi invece all’interesse collettivo, con leale spirito di servizio. Una politica che non consideri l’altro come un nemico da abbattere. Ma che sappia riconoscere nell’altro le sue ragioni, rispettandone la diversità e l’alterità. Una politica che sia capace di essere “forma di carità”, come diceva Paolo VI, strumento indispensabile per riconoscere i diritti di libertà della persona umana: la libertà dai bisogni, dall’ignoranza, dall’umiliazione, come diceva Moro. Quanta attualità c’è in questo sentire, e quanta aderenza c’è rispetto alla situazione che vivono oggi molti dei conterranei del nostro meridione, costretti nei bisogni, rispetto ai quali non riusciamo a dar loro delle risposte certe, soggiogati dalla mancanza di cultura, che genera essa stessa la povertà, umiliati nella loro dignità di esseri umani. Il che equivale a negare la loro esistenza perché, se l’uomo è privato della sua dignità, di fatto gli viene sottratta la vita. Questo – e non altro – è il contesto nel quale noi operiamo. Queste sono le vere sfide che le Istituzioni, insieme, sono chiamati a fronteggiare, con intelligenza e responsabilità, superando quel “vuoto della politica” che oggi si avverte in maniera così evidente e per certi versi devastante per le speranze nel futuro dei nostri giovani. Il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, se ha un significato, dovrebbe sancire un nuovo patto tra politica e cittadini, tra Istituzioni e popolo. Un patto, di e tra uomini liberi che, richiamandosi ai valori fondanti della Costituzione Repubblicana – la giustizia sociale, l’eguaglianza davanti alla legge, lo Stato di diritto - siano consapevoli che l’unità di un Paese è del tutto astratta, se non si fonda sui principi dell’etica della responsabilità, di chi democraticamente è chiamato a governare e di coloro che vengono amministrati.   Solo una politica più responsabile, più attenta ai bisogni concreti dei cittadini, capace di mettere da parte gli istinti di conservazione e di aprirsi al futuro, di riconoscere come essenziale il valore e la centralità della persona umana ed il suo realizzarsi nella società, potrà consentire alle nuove generazioni di crescere in formazione umana e civile, con l’obiettivo di concorrere a migliorare le condizioni di vita della nostra società . Il 4 luglio è un giorno importante, non solo per la Provincia di Bari, ma per l’intera umanità. Negli Stati Uniti si celebra oggi il “Giorno dell’Indipendenza”. Il 4 luglio di 235 anni fa nasceva la democrazia americana. Voglio ricordare, in conclusione, le prime parole di quella Dichiarazione: “ Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità”. Noi, che apparteniamo a quella storia di libertà, ad essa dobbiamo richiamare le nostre intenzioni ed il nostro agire per l’affermazione del bene comune e l’avvenire dei nostri giovani.







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